La storia del padel

Dal Messico alla Gran Bretagna, passando per l'Argentina e la Spagna, il padel è uno sport in ascesa.

Considerato una variante del tennis, o meglio una disciplina a metà tra lo squash e il tennis, si gioca in un campo chiuso grande circa un terzo di del campo di quest’ultimo. Il punteggio è lo stesso del tennis, ma si gioca con racchette diverse e con palline a pressione inferiore.

Ma qual è la storia del padel?

Chi ha inventato il padel

La storia del padel comincia quando Enrique Corcuera, uomo d’affari messicano, allestì il primo campo da padel nella sua casa per le vacanze ad Acapulco, nel 1962. Tuttavia, le radici di questo sport risalgono a molto prima. Durante il XIV secolo, nei Paesi Baschi nacque la pelota basca, un gioco che prevedeva di colpire una palla piuttosto dura contro un frontón: Corcuera, che nella sua villa disponeva proprio di un frontón, era solito divertirsi con i suoi amici colpendo qualche palla contro di esso (un muro alto 4 metri). Tuttavia, se la palla raggiungeva le recinzioni più basse, atterrava nel campo del vicino. Così, l’uomo fece costruire un muro posteriore alto anch’esso 4 metri. Fu quello, il primo campo da padel della storia.

Anni dopo, l’uomo spiegò come andarono le cose. Inizialmente la sua idea era quella di giocare a pelota basca sul terreno di cui disponeva (di circa 20 x 10 metri). Poi si ricordò del paddle-tennis, che aveva conosciuto negli Stati Uniti ma che non prevedeva pareti. Decise dunque di tenere le racchette di legno e la rete in mezzo tipiche del paddle-tennis, andando però a disegnare le righe di servizio e a costruire una parete di fondo. 

Le regole del padel erano le stesse del tennis, all’epoca, con una differenza: la palla poteva rimbalzare sulle pareti prima d’essere colpita. Successivamente la moglie di Corcuera, ex Miss Argentina, scrisse il primo regolamento ufficiale e lo regalò al marito per il compleanno.

Quando il padel è diventato uno sport internazionale

Un importante contributo alla storia del padel lo diede il principe Alfonso de Hohenlohe, nobile e promotore finanziario di vari complessi turistici sulla Costa del Sol, tra i principali artefici della crescita immobiliare di Marbella (poi diventata la Mecca del padel). Il principe, che conobbe il padel nel corso di una visita a Corcuera nel 1974, rimase affascinato da quel gioco e, pur con qualche modifica a campo e regolamento, costruì a Marbella i primi campi da padel della Spagna.

L’anno successivo toccò a un altro milionario, l’argentino Julio Menditeguy. Che, scoperto il padel mentre trascorreva l’inverno a Marbella, lo importò in Argentina: così, il padel divenne il secondo sport più praticato del Paese dopo il Dios Fútbol.

L’introduzione dei campi segnò l’inizio della popolarità del gioco tra i membri di questo club esclusivo, tra cui il tennista Manolo Santana, vincitore di quattro titoli del Grande Slam. Presto furono organizzati tornei di padel lungo la Costa del Sol, mentre sempre più club costruivano i loro campi.

Oggi ci sono più di due milioni di giocatori di padel con licenza ufficiale in Argentina, un Paese che vanta più di 10.000 campi da padel. Un altro Paese dove questo gioco ha preso decisamente piede è la Spagna: qui vi sono più di 20.000 campi da padel, con circa sei milioni di giocatori attivi. Dopo il calcio, è il secondo sport più popolare del Paese.

Quando lo sport del padel è diventato professionale

Nel 1991 è stata costituita l’International Paddle Federation. Nel 1992 si sono svolti i primi campionati del mondo nelle città di Madrid e Siviglia. Nel 1993, il Consiglio sportivo spagnolo ha riconosciuto il paddle come uno sport e ha cambiato la sua ortografia in padel ai fini della pronuncia in lingua spagnola.

Nel 2005 è stato creato il primo tour mondiale professionale, Padel Pro Tour. Nel 2013 questo è stato ribattezzato World Padel Tour, un circuito che si svolge ancora oggi con eventi organizzati in tutto il mondo.

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